LOREM IPSUM DOLOR

840 €

SICILIA

Vista_completa_di_piazza_Pretoria_a_Palermo

PROGRAMMA

 

1° giorno, sabato 10 giugno – PALERMO ARABO NORMANNA

Ritrovo dei partecipanti all’aeroporto di Milano Malpensa, incontro con accompagnatrice storica dell’arte (Sig.ra Cristina Silvera) e con personale Karis per la consegna dei documenti di viaggio. Disbrigo delle pratiche di imbarco e partenza con volo diretto low-cost delle ore 10.45 per Palermo, con arrivo previsto per le ore 12.25 (operativo volo soggetto a riconferma). Tempo a disposizione per il pranzo libero in aeroporto e, a seguire, incontro con guida locale per un tour panoramico, parte in pullman e parte a piedi, della Palermo arabo-normanna, con particolare attenzione alla Zisa, alla chiesa di San Cataldo, alla Martorana e ai Quattro Canti.

 

Zisa – edificio del XII secolo, che risale al periodo della dominazione normanna in Sicilia. La sua costruzione fu iniziata sotto il regno di Guglielmo I e portata a compimento sotto quello di Guglielmo II. La Zisa delle origini era una residenza estiva creata nelle vicinanze della città per il riposo e lo svago del sovrano. I Normanni, subentrati agli Arabi nella dominazione dell’Isola, furono fortemente attratti dalla cultura dei loro predecessori. I sovrani vollero residenze ricche e fastose come quelle degli emiri ed organizzarono la vita di corte su modello di quella araba, adottandone anche il cerimoniale ed i costumi. Fu così che la Zisa, come tutte le altre residenze reali, venne realizzata alla maniera “araba ” da maestranze di estrazione musulmana, guardando a modelli dell’edilizia palazziale dell’Africa settentrionale e dell’Egitto, a conferma dei forti legami che la Sicilia continuò ad avere, in quel periodo, con il mondo culturale islamico del bacino del Mediterraneo.
San Cataldo – è facilmente riconoscibile per la presenza delle tre caratteristiche cupole di colore rosso che danno risalto a tutta la costruzione, conferendole, assieme agli altri elementi architettonici, un gusto arabo che si inserisce nel circostante quartiere romano. La chiesa è stata edificata per volere di Majone di Bari, ammiraglio del re Guglielmo I, come si evince anche dalla presenza di una lapide riguardante la figlia e custodita all’interno della chiesa. L’edificio risale al periodo normanno (XII secolo) e, anche se non c’è certezza riguardo all’anno di costruzione, questo va presumibilmente collocato fra il 1154 e il 1160. La chiesa ha nei secoli assistito a cambiamenti di proprietà e, finanche, di destinazione d’uso. Infatti, pochi anni dopo la sua costruzione, nel 1182, fu donata da Guglielmo II al monastero dei frati Benedettini di Monreale che la detenne fino al XVIII secolo (1787). Ma il periodo più strano e incredibile fu quello che la vide dal 1867 adibita dalle Poste di Palermo, addirittura, a deposito della corrispondenza per i portalettere. In questo periodo la chiesa rischiò di vedere danneggiati sia i pavimenti musivi, a cui si cercò di far fronte attraverso l’applicazione di pannelli di legno, sia le cupole, coperte da una coltre di pesanti tegole. Fortunatamente nel 1882 la chiesa venne restaurata e ricondotto agli antichi splendori da Giuseppe Patricolo. Oggi la chiesa non è più utilizzata come luogo sacro ma è la sede dell’Ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Chiesa della Martorana – situata in posizione dominante la sottostante piazza Bellini, la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota anche come la” Martorana“, deve la sua più comune denominazione alla presenza di un monastero benedettino femminile, al quale nel 1435 il re Alfonso “il Magnanimo” concesse la chiesa. La sua edificazione (1143-1185), si deve al grande Ammiraglio del Regno Giorgio Antiocheno, come ringraziamento per l’aiuto e la protezione concessagli dalla Santissima Vergine.
Quattro Canti – all’intersezione delle due vie principali di Palermo, via Vittorio Emanuele e via Maqueda, si trova questo slargo ai cui quattro angoli si elevano le facciate convesse di bei palazzi secenteschi dalla classica suddivisione a tre ordini sovrapposti (dorico, ionico e corinzio) con, al centro, fontane sormontate dalle statue delle quattro stagioni. Nelle nicchie degli ordini superiori si trovano invece le statue di re spagnoli e, al livello più alto, quelle delle protettrici di Palermo, le sante Cristina, Ninfa, Oliva e Agata, poi soppiantata da Santa Rosalia. L’incrocio segna anche le quattro zone in cui, un tempo, Palermo era suddivisa: Palazzo Reale, Mezzomonreale, Castellammare e Oreto, ciascuna affidata ad una santa.

 

Al termine sistemazione nelle camere riservate in hotel 4**** , cena e pernottamento.

 

2° giorno, domenica 11 giugno –
PALAZZO ABATELLIS, PALAZZO STERI e la COLLEZIONE DEI PUPI di CUTICCHIO

Prima colazione e mattinata dedicata alla visita guidata di Palazzo Abatellis e di Palazzo Steri (spostamenti a piedi).

 

Palazzo Abatellis –fulgido esempio di architettura gotico-catalana, risale alla fine del XV secolo e fu residenza di Francesco Abatellis, maestro Portulano del regno. Alla sua morte il palazzo venne ereditato dalla moglie, che vi fondò il monastero femminile di Santa Maria della Pietà. La nuova destinazione d’uso richiese alcuni interventi strutturali, come la costruzione di una cappella e in seguito dell’attigua Chiesa di Santa Maria della Pietà. Il palazzo fu gravemente danneggiato durante la Seconda Guerra Mondiale e restaurato negli anni ’50, quando la Soprintendenza ne fece una Galleria d’arte medievale. Oggi le sale del palazzo ospitano numerose opere d’arte, tra gli altri quelle di Pietro Novelli, Antoon Van Dyck, Domenico e Antonello Gagini, Filippo Paladini e Vito D’Anna.
Palazzo Steri – voluto da Manfredi di Chiaramonte nel 1320, ben rappresenta il momento di passaggio dal castello medievale al palazzo patrizio, come rivelano le sue forme massicce e squadrate. L’edificio è parte della storia della città: dal XV secolo al 1517 ospitò la residenza dei Viceré spagnoli, poi la Regia Dogana, infine dal ‘600 al 1782 fu sede del tribunale dell’Inquisizione. Nella piazza antistante venivano giustiziati gli oppositori del governo. Negli anni Cinquanta è stato oggetto di un restauro ad opera dell’architetto Carlo Scarpa; oggi è sede del rettorato dell’Università di Palermo. Al suo interno è conservata la celeberrima Vucciria di Guttuso.

 

Pranzo libero e, nel pomeriggio, visita guidata della collezione dei pupi di Mimmo Cuticchio presso Palazzo Branciforte.

 

L’intera collezione di pupi della famiglia Cuticchio è stata acquisita dalla Fondazione Sicilia e resterà in esposizione permanente nell’ala di palazzo Branciforte, che ospitava il Monte dei pegni. Con 109 pupi di scuola palermitana fanno parte della collezione anche 39 scene teatrali, nove cartelloni pubblicitari e due piani a cilindro. Sono pezzi unici che vanno dal 1830 al 1960 e ripercorrono la storia del teatro di figura siciliano.

 

Alle 18.30 spettacolo dei Pupi presso l’adiacente teatro (durata 60 minuti).
A seguire rientro in hotel per la cena e il pernottamento.

 

3° giorno, lunedì 12 giugno – CEFALU’ e SOLUNTO

Prima colazione in hotel e partenza in pullman per Cefalù per la visita guidata del Duomo e del Museo Mandralisca.

 

Duomo – domina il piccolo centro marinaro che è a sua volta sovrastato da un’alta rupe. Si tratta di uno dei più interessanti monumenti medievali dell’isola che doveva, nelle intenzioni di Ruggero II che lo fondò nel 1131, testimoniare della potenza della casa degli Altavilla che aveva riconquistato la Sicilia e che ne aveva assunto la corona. La compresenza di elementi architettonici latini, greci ed arabi doveva testimoniare l’unione delle varie culture all’interno del Regno appena fondato.
Museo Mandralisca – conserva tra le sue antiche mura il patrimonio artistico, ma anche l’eredità di memorie, di Enrico Pirajno di Mandralisca. Si può ben definire come museo interdisciplinare comprendente, oltre alla pinacoteca, una notevole collezione archeologica, uno splendido monetario, una raccolta malacologica tra le più ricche d’Europa, nonché mobili ed oggetti di pregio già appartenuti alla famiglia Mandralisca. Fiore all’occhiello del museo sono due riconosciuti capolavori: il magnifico Ritratto d’Uomo, opera di Antonello da Messina, e il cratere siceliota a figure rosse su fondo nero detto del Venditore di tonno. Il Museo mantiene in parte ancora oggi l’intima atmosfera di un ambiente domestico e l’impronta di un privato luogo di memorie. In questa suggestiva atmosfera si coglie quasi la presenza del barone, filantropo, studioso, intellettuale illuminato, ed il valore delle collezioni scientifiche, di antichità e di opere d’arte da lui raccolte sta anche nella testimonianza che esse danno della personalità del Fondatore.

 

Pranzo libero in corso d’escursione e, nel pomeriggio, trasferimento in pullman a Solunto per la visita della sua area archeologica in compagnia di una guida specializzata.

 

Adagiata sulle propaggini sud-orientali del Monte Catalfano, lungo la fascia costiera immediatamente ad Ovest di Palermo, l’antica città di Solunto, con le sue insulae rettangolari definite da un regolare sistema viario, si imposta scenograficamente sui ripidi pendii della collina, protesa sul mare in posizione di rara e suggestiva bellezza. Le testimonianze archeologiche sopravvissute fino ai nostri giorni sono tuttavia relative alla città di età ellenistico-romana, sostituitasi al primo insediamento fenicio, risalente almeno al VII sec. a.C., solo verso la fine del IV sec. a.C., a seguito della vittoria del tiranno siracusano Dionisio sulle città puniche d’occidente. La città visse certamente fino al III sec. d.C. ma non si conoscono le cause del suo definitivo abbandono. L’urbanistica della città si basa su un impianto regolare di tipo greco, costituito da una trama viaria che si sviluppa ai lati di una larga strada principale lastricata che attraversa l’intero insediamento in senso NE-SO, fino all’agorà e alla zona pubblica. Le strade secondarie, perpendicolari all’asse principale, delimitano isolati rettangolari che si dispongono sui terrazzamenti organizzati per superare i dislivelli naturali.

 

In serata rientro in hotel per la cena e il pernottamento.

 

4° giorno, martedì 13 giugno – 
ORATORI, PALAZZO DEI NORMANNI, CAPPELLA PALATINA e SAN GIOVANNI DEGLI EREMITI

Prima colazione e mattinata dedicata alla visita guidata dell’oratorio del Rosario in Santa Cita e dell’oratorio in San Domenico (trasferimento in pullman).

 

Oratorio del Rosario in Santa Cita – la compagnia del SS. Rosario in Santa Cita fu fondata nel 1570 dopo la scissione con l’omonima compagnia con sede in San Domenico ed inaugurò il proprio oratorio nel 1686. La compagnia, tra le più ricche e prestigiose, costretta ad un rigido protocollo comportamentale, si dedicava ad opere assistenziali e alla remissione dei peccati attraverso forme di indulgenza plenaria. L’oratorio rimarca lo schema tipo dell’oratorio come luogo di assemblea e di culto, con doppia funzione liturgica e sociale e col netto contrasto architettonico tra l’esterno fortemente modesto e l’interno splendidamente adorno.
Oratorio in San Domenico – la compagnia del SS. Rosario in San Domenico fu fondata nel 1568 e l’oratorio realizzato nei locali adiacenti l’abside della Chiesa di S. Domenico intorno al 1574. Un’austera facciata classicheggiante tardo-settecentesca conduce all’antioratorio, ampio vestibolo di passaggio che immette nell’aula rettangolare oratoriale con presbiterio quadrangolare cupolato e pavimento maiolicato a scacchi. In questo oratorio si fondono in armonioso equilibrio pittura e scultura determinando una perfetta integrazione dei linguaggi figurativi nella loro funzione iconografica ed estetica.

 

Pranzo libero e, nel pomeriggio, incontro con guida locale per la visita della Cattedrale, del palazzo dei Normanni, della Cappella Palatina e di San Giovanni degli Eremiti.

 

Cattedrale – è una delle opere più caratteristiche della città: la sua originalità deriva dalla commistione di forme e stili in un unico corpo architettonico, derivata dalle differenti e molteplici popolazioni che, nel corso dei secoli, si sono alternate sul suolo siciliano. Fu infatti costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio, in onore della Vergine Assunta in cielo, su un luogo che fino a quel momento aveva ospitato un precedente luogo di culto; moschea durante il periodo di reggenza araba; riconvertita in edificio di culto cristiano a seguito della cacciata dei saraceni e l’insediamento dei normanni.
Palazzo dei Normanni – un tempo ospitava i sovrani di Sicilia e fu sede imperiale con Federico II e Corrado IV. Sorge nella parte più alta dell’antico nucleo cittadino, sopra i primi insediamenti punici, le cui tracce sono ancora visibili nei sotterranei. La prima costruzione, il Qasr, ossia il Palazzo o Castello, è attribuibile al periodo della dominazione araba della Sicilia (IX secolo) e fu trasformato dai Normanni in un complesso polifunzionale che fosse in grado di esprimere tutta la potenza della monarchia. Fu così che si diede il via alla realizzazione di una struttura composta da edifici a forma di torre, collegati tra di loro da un sistema di porteci alternati a giardini, che ospitavano anche laboratori di oreficeria e di produzione di tessuti. Tramite dei sotterranei questo complesso era anche collegato alla cattedrale. Nel 1132, sotto il Regno di Ruggero II, fu costruita la cappella Palatina, che divenne il baricentro delle varie strutture in cui il palazzo si articolava. Arrivati gli svevi portarono nel palazzo attività amministrative, di cancelleria e letterarie, ospitando la scuola poetica siciliana. Gli Angioini e gli Aragonesi preferirono come loro dimora principale altri palazzi perciò Palazzo dei Normanni perse parte della sua importanza che riacquistò nella seconda metà del XVI secolo quando gli spagnoli lo scelsero come propria residenza, non senza apportare alcune modifiche finalizzate sia alle esigenze di rappresentanza che a quelle militari di tipo difensivo, con la creazione di un sistema di bastioni. Arrivati i Borboni furono realizzate altre sale di rappresentanza (la Sala Rossa, la Sala Gialla e la Sala Verde) e fecero ristrutturare la Sala d’Ercole, così denominata per gli affreschi dedicati alle imprese dell’eroe mitologico. Dal 1947 Palazzo dei Normanni è sede dell’Assemblea Regionale Siciliana e l’ala ovest è stata assegnata all’Esercito Italiano.
Cappella Palatina – è una basilica a tre navate, dedicata e Pietro e Paolo, costruita per volere di Ruggero II e consacrata il 28 aprile del 1140 come chiesa della famiglia reale. Originariamente si potevano vedere anche la cupola e il campanile che poi furono inglobate nel Palazzo reale. La Cappella Palatina fu danneggiata dal terremoto del settembre 2002 ed in seguito è stata sottoposta a restauri, terminati nel luglio del 2008.
San Giovanni degli Eremiti – tra i più interessanti esemplari dell’arte siculo-normanna, è considerato uno dei monumenti simbolo di Palermo. Chiesa e convento di S. Giovanni degli Eremiti, secondo le cronache, furono edificati per volere del primo re di Sicilia Ruggero II, sovrano illuminato e colto, tra il 1132 e il 1148 su più antiche preesistenze di epoche diverse e affidati ai padri benedettini di Montevergine. Nei secoli sembra che questo luogo abbia mantenuto sempre una destinazione religiosa, infatti, durante il dominio musulmano dell’isola, vi sorgeva presumibilmente, una moschea araba. La vicinanza del monastero con la residenza regia ne fece subito luogo privilegiato, destinato anche alla sepoltura degli alti dignitari della corte normanna. La chiesa di S. Giovanni degli Eremiti, che nel corso dei secoli ha subito varie modifiche e trasformazioni, ha una struttura a forma di parallelepipedo, con proporzioni armoniose e non troppo grandi.

 

In serata rientro in hotel per la cena e il pernottamento.

 

5° giorno, mercoledì 14 giugno – RISERVA DELLO ZINGARO

Prima colazione, check-out dall’hotel e partenza in pullman per Castellamare del Golfo. All’arrivo tempo a disposizione personale per il pranzo libero e per una passeggiata. Nel pomeriggio escursione in barca nella riserva dello Zingaro.

 

L’unica cosa possibile di fronte allo splendido paesaggio dello Zingaro è stupirsi ad ogni passo per gli scorci mozzafiato: muraglioni di roccia calcarea si innalzano al di sopra di una ricca e florida vegetazione, finendo poi per gettarsi a capofitto in un mare cristallino. Forse anch’essi intimamente incantati dalla bellezza di quelle acque che sfumano dall’azzurro chiarissimo al blu profondo e al verde. Un mare di cui anche l’occhio nudo scorge i fondali senza difficoltà, un mare che accarezza dolcemente le spiagge bianche delle piccole calette, un mare che si insinua tra le grotte sommerse per nascondere e svelare la vita dei pesci e delle piante che lo animano.

 

In serata sistemazione nelle camere riservate in hotel 3*** a Scopello, cena e pernottamento.

 

6° giorno, giovedì 15 giugno – GIBELLINA

Prima colazione e check-out dall’hotel. Trasferimento in pullman a Gibellina e mattinata dedicata alla visita della città nuova, del museo della memoria e del museo delle Trame Mediterranee.

 

Gibellina Nuova – è un piccolo mondo a parte. Ogni angolo di strada porta il segno dell’arte contemporanea perfino il cimitero nuovo con i cancelli e le cupole progettate da Consagra che proprio qui si fece seppellire. Molti oggi la considerano un “gioiello artistico”. Negli anni ’80 Gibellina Nuova fu trasformata in un grande laboratorio a cielo aperto in cui si riunirono i principali nomi del panorama artistico internazionale. Secondo il sindaco di allora, Ludovico Corrao, solo l’arte avrebbe potuto restituire “un’anima” a quella città vuota e senza un centro, costruita dal nulla dopo il terremoto del 1968. Così il paese iniziò ad arricchirsi di sculture colorate, enormi aratri, strutture architettoniche dalle forme più insolite.
Museo della memoria – l’edificio che un tempo fu il Duomo di Santa Margherita di Belìce, gravemente danneggiato durante il terremoto del 1968, è stato ricostruito ed è oggi sede del Museo della Memoria. Qui è esposta una serie di documenti di vario tipo (foto, citazioni letterarie ed opere pittoriche) che guidano il visitatore in un’affascinante scoperta dei paesi della Valle del Belìce prima e dopo la tragica notte del sisma. Lo spazio espositivo raccoglie materiale fotografico proveniente in gran parte da archivi e collezioni private ma anche documenti audio-video, raccolte di quotidiani e riviste dell’epoca. Conclude la visita una sala multimediale in cui viene proiettata una serie di video che illustrano la storia della Valle del Belìce da prima del terremoto sino ai giorni nostri.
Museo delle Trame Mediterranee – Il museo raccoglie gioielli, costumi e ceramiche dei popoli e delle civiltà del Mediterraneo. Di rilievo la collezione di 100 ciotoline invetriate provenienti dalla Spagna del XIV secolo e la collezione di gioielli del Maghreb. Il granaio del baglio ospita un’interessante collezione di artisti contemporanei che hanno lasciato il proprio segno a Gibellina tra cui Schifano, Beuys, Angeli, Consagra, Accardi, Scialoja. Nel cortile del baglio è esposta La montagna di sale, imponente installazione di Mimmo Paladino.

 

Pranzo in ristorante e, nel pomeriggio, visita di Gibellina vecchia con il cretto di Burri.

 

Opera d’arte da mostrare ai turisti per i giovani, straziante luogo della memoria per gli anziani. Il Cretto di Alberto Burri, costruito sulle macerie di Gibellina, piccolo centro del Belice raso al suolo dal terremoto del 1968, divide la popolazione. La linea di demarcazione tra il turismo e la memoria coincide con quella di due generazioni di abitanti. Da una parte ci sono quelli che hanno vissuto nella città distrutta dal terremoto, dall’ altra i giovani, nati tra le baraccopoli e la nuova Gibellina. Costruito a 20 chilometri di distanza dalla città rifondata, il Cretto è un enorme velo bianco adagiato tra le montagne del Belice. Dodici ettari di blocchi di cemento alti più di un metro posati su ciò che rimaneva della vecchia città. Lì, nel fazzoletto di terra in cui sorgeva Gibellina vecchia adesso regna il silenzio.

 

A seguire trasferimento in aeroporto e imbarco su volo diretto low-cost per Milano delle ore 21.15 (operativo volo soggetto a riconferma). Arrivo a Malpensa previsto per le ore 22.55.

 

SERVIZI

Servizi inclusi: servizio di accompagnamento di storica dell'arte per l'intera durata del tour - servizio di assistenza Karis in aeroporto a Milano- volo diretto low cost a/r Milano/Palermo con bagaglio a mano - trasferimenti con pullman locale come da programma - servizio guida a Palermo (2 mezze giornate) - ingressi come da programma - spettacolo dei Pupi - 4 pernottamenti in camera doppia standard in hotel 4**** a Palermo con trattamento di mezza pensione (bevande incluse) - visita guidata dell'area archeologica di Solunto - escursione in barca nella riserva dello Zingaro - un pernottamento in camera doppia standard in hotel 3*** a Scopello con trattamento di mezza pensione (bevande incluse) - pranzo dell'ultimo giorno (bevande incluse) - organizzazione tecnica - materiale informativo - assicurazione medico e bagaglio

Servizi esclusi: transfer a/r Milano/aeroporto - ev. bagaglio da stiva (da richiedere alla prenotazione) - pranzi (ad eccezione dell'ultimo giorno) - ingressi a musei e monumenti non da programma - ev. mance e facchinaggio - extra di carattere personale – ev. assicurazione contro l'annullamento (facoltativa e da richiedere alla prenotazione) - tasse di soggiorno da pagare in hotel - quanto non espressamente specificato nei servizi inclusi

TERMINI ISCRIZIONE E PAGAMENTI

QUOTA INDIVIDUALE VOLO LOW COST A/R: 230 €

(aggiornato al 11/5 e soggetto a riconferma al momento dell’acquisto)

QUOTA DI PARTECIPAZIONE PER SERVIZI A TERRA : 840 €

(Valida con un minimo di 15 partecipanti)

SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA: 145 €

ISCRIZIONI ENTRO IL 10 MAGGIO

MAP